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L' Elettrostimolazione nella preparazione invernale


L'elettrostimolatore è uno strumento che sempre più fa parte del corredo dell'appassionato sportivo praticante. Ma esistono specifici protocolli per utilizzarlo al meglio anche nella preparazione invernale.

Dagli studi effettuati da Kotz nell'ex unione sovietica a quelli più recenti eseguiti da Cometti a Digione, fino agli attuali studi scientifici condotti dalla Pacific Eletronic Instruments, si può dedurre come l'applicazione di metodologie di allenamento che utilizzano le correnti elettriche risultano particolarmente efficaci nella preparazione atletica di diverse discipline sportive.

L'allenamento muscolare specifico produce un aumento del diametro del muscolo per un incremento della sezione delle sue fibre.La forza espressa durante un contrazione dipende dal numero delle unità motorie utilizzate e dalla frequenza di scarica dei motoneuroni attivati.

Riferendoci ancora agli studi di Kotz, è stato dimostrato che durante una debole contrazione(inferiore al 50% della massima contrattile volontaria) la forza prodotta dipende esclusivamente dal variare del numero di unità motorie utilizzate, mentre rimane costante la frequenza di scarica (10-15 impulsi al secondo).
Con l'aumentare della forza al di sopra del 50% della contrazione massima volontaria, aumenta il numero di unità motorie utilizzate, ma aumenta anche la frequenza di scarica portandosi a circa 30-50 implusi al secondo.

Effetti della contrazione volontaria

Secondo alcuni autori, la contrazione volontaria massima può produrre circa il 60/70% della massima forza esprimibile.
Questo è dovuto ad un parziale impiego delle unità motorie utilizzabili, ma anche ad una ridotta conduzione degli impulsi elettrici rispetto alle capacità anatomiche-funzionali del sistema nervoso.
L'uso dell'elettrostimolazione nello sport consente di migliorare le capacità individuali, migliorando la funzionalità contrattile del sistema neuromuscolare.
L'induzione elettrica per la contrazione muscolare, come del resto anche gli altri sistemi di allenamento, si basa su dei mezzi allenanti(che in questo caso sono rappresentati dallo strumento che genera impulsi) e su metodi di lavoro che possono perseguire scopi differenti.

Protocolli di lavoro

Come gli allenamenti tradizionali, anche attraverso l'uso dell'elettrostimolatore è possibile creare protocolli di lavoro che migliorino prevalentemente le qualità di forza massima, di forza esplosiva, di forza resistente, di resistenza e di recupero.
E' necessario però fare alcune considerazioni su come utilizzare l'elettrostimolazione nell'allenamento e quando e come gestire i protocolli nell'arco della stagione sportiva.
Prima di tutto è utile sottolineare che la sola elettrostimolazione non è sufficiente a sostituire gli allenamenti sul campo e che quindi è indispensabile introdurla all'interno di programmi organici di allenamento.
Per quanto riguarda i gruppi muscolari da allenare con le tecniche di elettrostimolazione; la tendenza sarebbe quella di trattare tutti i gruppi muscolari interessati nel gesto atletico specifico, ma come vedremo più avanti, risulta indispensabile limitare l'uso dell'elettrostimolazione esclusivamente ai gruppi muscolari utili a conseguire l'obiettivo prefissato.

Infatti ogni atleta a seconda delle proprie caratteristiche, del periodo della stagione nel quale desidera utilizzare l'elettrostimolazione e delle qualità da sviluppare può adottare tecniche e protocolli differenti di lavoro.
Ricordiamo però che è preferibile migliorare una qualità muscolare per volta su due o al massimo tre distretti muscolari.
Inoltre è necessario che siano rispettati i parametri di frequenza settimanale delle applicazioni e numero di sedute totali richieste dal protocollo prescelto.

Per meglio muoversi in una giungla di termini di elettrologia applicata è necessario partire dai principali protocolli di lavoro esistenti.
I protocolli di lavoro si indentificano in base alla qualità muscolare o fisiologica che prevalentemente allenano; e si differenziano per le caratteristiche di durata dell'azione contrattile, per il tempo di pausa, per la frequenza in Hertz e chiaramente per l'intensità applicata.
Si possono distinguere i seguenti tipi di protocolli:
- di riscaldamento
- per la forza
- per la potenza
- per la resistenza
- decontratturanti

Protocolli di Riscaldamento
Il protocollo di riscaldamento è una tecnica di contrazione che consente alle fibre muscolari di adattarsi al particolare metodo di lavoro.
Inoltre, l'attività muscolare a bassa intesità produce un leggero surriscaldamento del tessuto e dei liquidi interstiziali aumentando la fluidità e la mobilità delle fibre stesse.E' presente in tutti i protocolli, e consente di preparare la muscolatura al lavoro specifico.
Generalmente si predilige una durata compresa tra i 5 e i 7 minuti con una frequenza in Hertz molto bassa, per evitare un affaticamento muscolare che comprometterebbe la parte centrale del protocollo.

Protocolli per la Forza
In questo protocollo il particolare posizionamento degli elettrodi e l'adeguata forma dell'onda elettrica consentono un globale coinvolgimento del muscolo trattato migliorandone il reclutamento delle fibre ed il tono. In tale tipo di protocollo di prendono in considerazione le fibre muscolari di tipo II (fibre ad alta velocità di contrazione o fibre prevalentemente bianche).
In modo particolare il protocollo cerca di stimolare l'attività di un particolare sottogruppo di fibre di tipo II che sono le II b cioè quelle, tra le fibre di tipo II, che presentano il più basso potenziale aerobico ed il più alto potere ATPbasico miofibrillare.
Per stimolare questo tipo di fibre è necessario utilizzare una frequenza d'impulso intorno ai 50-60 Hz.
In questo protocollo i tempi di contrazione si manterranno intorno ai 3-5 secondi ed i tempi di recupero saranno compresi tra i 15 e i 30 secondi(tempo necessario alla ricarica dell'ATP utilizzato per la contrazione).

Protocolli per la potenza
I protocolli relativi alla potenza si basano prevalentemente su una frequenza di induzione tale da essere più idonea alla stimolazione delle fibre ad altà velocità di contrazione(fibre bianche).
Come il protocollo di forza anche quello di potenza prende in considerazione le fibre di tipo II. In questo caso però l'effetto contrattile sarà limitato esclusivamente a quelle fibre, che pur appartenendo al gruppo II, risultano particolarmente sensibili alle stimolazioni ad alta frequenza (100-120 Hz).
In questo protocollo i tempi di contrazione sono sensibilmente più bassi di quelli del protocollo di forza, mentre i tempi di recupero risultano leggermente più lunghi.

Protocolli per la Resistenza
Attraverso una modulazione precisa dei tempi di attivazione e dei tempi di pausa, con i protocolli per la resistenza si possono stimolare anche le fibre muscolari più "pigre" quelle cioè che intervengono nei processi di contrazione muscolare solo quando quaesto perdura nel tempo o si ripete continuamente per un periodo relativamente lungo(fibre rosse).
All' interno di questo protocollo i tempi di contrazione ed i tempi di pausa si equivalgono e si aggirano attorno gli 8-12 secondi.

Protocolli di tipo Decontratturante
I protocolli decontratturanti utilizzano una particolare forma d'onda (impulso monofasico compensato asimmetrico) ad una frequenza estremamente bassa: è possibile così scrollare le fibre rimaste contratte e diminuire la tensione muscolare a riposo.
Inoltre l'alternanza ritmica di contrazioni e rilassamenti a bassa intensità favorisce il circolo venoso periferico attraverso una "spremitura" dei vasi muscolari, garantendo un miglior ritorno venoso verso il cuore.
Questo tipo di contrazione è un valido ausilio dell'attività dei massaggiatori che vengono facilitati nel loro lavoro se il soggetto viene pre-trattato con il programma decontratturante prima del massaggio manuale.

Programmazione settimale dell'elettrostimolazione
Per quanto concerne l'inserimento dell'elettrostimolazione nella programmazione settimanale, è utile seguire una logica derivante dal protocollo di lavoro utilizzato (Tabella quì sotto)



Ad esempio: i profili decontratturanti, è intuibile che siano di valido utilizzo alla fine di allenamenti particolarmente duri e pesanti oppure successivi ad allenamenti con climi rigidi e umidi.
Mentre le esercitazioni di potenza andrebbero introdotte prima dei corrispondenti allenamenti di potenza con sovraccarichi.
In questo modo il miglior reclutamento delle fibre muscolari da parte del sistema nervoso periferico, precedentemente in "allerta" dalla seduta di elettrostimolazione, garantirà un miglior e globale coinvolgimento delle fibre muscolari trattate durante gli esercizi di forza o potenza in palestra. L'uso dei programmi di forza resistente o di resistenza trovano, invece, un utile impiego nei giorni in cui non si riesce ad allenarsi, o quando per vari motivi l'allenamento risulta incompleto oppure nei casi in cui si desideri incrementare le qualità resistive.
I programmi di capillarizzazione e forza resistente trovano impiego prevalentemente nei periodi di preparazione generale, dove si ricerca un miglioramento delle doti di base dell'atleta.
Allenamento: In questa rubrica tutti i consigli per i vostri allenamenti, la preparazione atletica di base sia per gli agonisti che per gli amatori. Le conoscenze di base sul come allenarsi per migliorare le proprie prestazioni atletiche in modo salutare e naturale...

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Autore Albero
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